Nutrinform Battery

La proposta italiana per un sistema di etichettatura nutrizionale fronte pacco armonizzato a livello europeo. Per una scelta consapevole.
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La dieta
Mediterranea
Perché
Una nuova etichettatura
Cos'è
Nutrinform battery
I valori
nutrizionali

La dieta mediterranea

Il modello mediterraneo per uno stile di vita SALUTARE

Il modello alimentare italiano, basato sulla dieta mediterranea, è studiato e ammirato in tutto il mondo, non solo per la eccezionale qualità di tanti prodotti tipici del made in Italy, ma anche per i benefici che ne derivano in termini di salute della popolazione.

La dieta mediterranea e il modello italiano si basano sulla piramide alimentare, che non esclude nessun cibo, ma ne indica le quantità consigliate, così da consentire una dieta varia e piacevole, ma allo stesso tempo equilibrata dal punto di vista nutrizionale.

Una cultura alimentare basata sull’educazione e sulla consapevolezza, non sulla proibizione. Nutrirsi in modo equilibrato non significa rinunciare, ma consumare tutti gli alimenti secondo porzioni e frequenze adeguate.

Perché una nuova etichettatura

Chiariamo subito.

La proposta di questa etichettatura non va a sostituire la classica etichetta nutrizionale sul retro del pacco che indica le percentuali di energia e nutrienti presenti in ogni singolo prodotto alimentare e tantomeno l’elenco degli ingredienti presenti (obbligatori per legge).

L’etichetta nutrizionale fronte pacco Nutrinform Battery nasce dall’esigenza di trovare un metodo per contrastare le patologie legate allo stile di vita e all’alimentazione come l’obesità. Intervenire sui prodotti alimentari per indurre le persone a cambiare le proprie abitudini a tavola può essere una strategia vincente.

Partiamo dal presupposto arcinoto che l’obesità è una patologia multifattoriale e che non bisogna colpevolizzare i singoli alimenti ma l’errato stile di vita delle persone, e pertanto la correzione dell’alimentazione al fine di porre rimedio all’aumento del sovrappeso/obesità deve riguardare la dieta intesa nel suo insieme.

Cos'è Nutrinform battery

Guida alla lettura.

LA PROPOSTA ITALIANA PER UN SISTEMA DI ETICHETTATURA NUTRIZIONALE FRONTE PACCO ARMONIZZATO A LIVELLO EUROPEO

  1. Tutti i valori espressi sono relativi alla singola porzione.
  2. Ogni box contiene l’indicazione quantitativa del contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale della singola porzione. Il contenuto energetico è espresso sia in Joule che in Calorie. I contenuti di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi in grammi.
  3. All’interno del simbolo “batteria” è indicata la percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alla quantità giornaliera di assunzione raccomandata. Le quantità di assunzione giornaliera raccomandate in EU sono:
    1. Energia: 8400 kj / 2000 kcal
    2. Grassi: 70 g
    3. Grassi saturi: 20 g
    4. Zuccheri: 90 g
    5. Sale: 6 g
  4. La parte carica della batteria rappresenta graficamente la percentuale di energia o nutrienti contenuta nella singola porzione, permettendo di quantificarla anche visivamente. La somma di ciò che si mangia durante il giorno può “riempire” la carica della batteria, senza andare oltre, al fine di non superare le quantità di assunzione giornaliera raccomandate.

Approfondimento

La proposta italiana del Nutrinform Battery adotta come strategia per fronteggiare la crescita del numero di persone in sovrappeso quella di informare chiaramente il consumatore sulla presenza dei macronutrienti d’interesse indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), cioè calorie, grassi totali, grassi saturi, zuccheri e sale, affinché egli sia al corrente di quanto l’assunzione di una porzione di quel prodotto sia in grado di “riempire la batteria” per ognuno dei nutrienti sotto esame. In questo modo si vuole perseguire, in modo educativo e non coercitivo, l’obiettivo di applicare i dettami della dieta mediterranea attraverso le scelte libere di un consumatore consapevole senza costrizioni o divieti.

Per la realizzazione di questo progetto, guidato da quattro Ministeri (Salute, Sviluppo Economico, Agricoltura e Esteri), sono scesi in campo gli esperti nutrizionisti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Consiglio per la Ricerca Economica e Alimentare (CREA), ed anche rappresentanti delle associazioni di categoria della filiera agroalimentare e dei consumatori.

I parametri di riferimento sui quali vengono tarate le singole batterie (una per ogni singolo elemento critico, vale a dire calorie, grassi totali, grassi saturi, zuccheri e sale) sono quelli europei fissati nella tabella XIII del Regolamento UE n. 1169/2011 - art. 35, che sono peraltro in linea con quelli dei LARN (livelli di riferimento dei nutrienti per la popolazione italiana).

Nell’etichetta nutrizionale Nutrinform Battery, che ricordiamo essere volontaria e non obbligatoria, ognuna delle 5 batterie offre al consumatore l’indicazione sia percentuale che quantitativa della variabile che rappresenta (calorie, zuccheri ecc.) relativamente a una porzione del prodotto da acquistare. Pertanto, semplicemente guardando ogni singola batteria il consumatore potrà immediatamente rendersi conto della esatta percentuale del nutriente che sta introducendo con la porzione di cibo consumata rispetto alla quantità massima raccomandata, e quindi quanto di quel nutriente gli resta da assumere durante il resto della giornata.

I valori nutrizionali

Calorie

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La quantità di calorie da assumere durante la giornata è determinata da moltissimi fattori. Alcuni fissi (per i maschi è maggiore che per le femmine), altri variabili (costituzione fisica, età, quantità di massa magra, attività fisica e psichica, periodo dell'anno, fattori ormonali, patologie) e per questo motivo è molto difficile dare un valore unico, valido per tutti.
Quello proposto dai parametri europei (2000kcal) è necessariamente orientativo perché dipende da moltissime variabili (età, sesso, attività sportive o lavorative) e si discosta verso il basso rispetto al valore che risulterebbe facendo la media tra maschi e femmine per un individuo adulto secondo le indicazioni dei LARN (le linee guida nutrizionali italiane).

Tuttavia, questo valore calorico medio europeo è auspicabile rispetto ai reali consumi o a quelli proposti dalla pubblicazione sulla dieta universale, pari a 2500kcal (The Lancet 2019), se si vuole centrare l'obiettivo di invertire la tendenza dell'aumento costante di sovrappeso/obesità osservato nel mondo.

Di conseguenza, il consumatore consultando l'etichetta Nutrinform Battery relativa alle calorie dovrebbe considerare il tetto delle 2000 kcal come un riferimento ottimale, ma deve in qualche modo parametrarlo al meno all'attività fisica che svolge. Un aspetto da tenere sempre a mente è che la qualità delle calorie che si ingeriscono è fondamentale per lo stato di salute. Il tetto delle 2000 kcal non significa che qualunque cibo che porti a quell'ammontare sia adeguato. La dieta mediterranea suggerisce una specifica distribuzione tra i macronutrienti e quindi non vale la regola che si possono assumere solo carboidrati o solo proteine purchè si rimanga nell'ambito del valore complessivo raccomandato di calorie.

Ogni singolo macronutriente (grassi, zuccheri e proteine) svolge funzioni specifiche e non sempre tali funzioni possono essere intercambiabili. Pertanto, l'obiettivo salutistico si raggiunge assumendo un determinato apporto calorico solo se questo viene ottenuto attraverso una corretta distribuzione dei nutrienti.

Grassi

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I grassi rientrano nella lista dei macronutrienti indicati come critici dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e considerati corresponsabili dell'incremento dell'obesità.
Questo concetto tanto semplice quanto errato non tiene conto della necessità vitale che il nostro organismo ha dei grassi. Pertanto, come accade anche per gli zuccheri e le proteine, non sono i grassi in sè ad essere nocivi ma le quantità assunte in modo non adeguato. Come asseriva Paracelso già più di 500 anni fa ("è la dose che fa il veleno"), l'atteggiamento discriminatorio nei confronti di alcuni principi nutritivi non solo è sbagliato, ma è dannoso. I grassi alimentari vengono assunti prevalentemente sotto forma di trigliceridi.
Nell'organismo svolgono funzioni essenziali, anzi imprescindibili. Costituiscono la struttura portante di tutte le membrane cellulari permettendone la fluidità e permeabilità, rivestono le fibre nervose accelerando la trasmissione degli impulsi, proteggono e mantengono elastica la pelle, permettono l'assorbimento e il trasporto di alcune vitamine liposolubili (A, D, E, K), stimolano la produzione di molecole della risposta infiammatoria come le prostaglandine e danno origine a ormoni. Perfino il tanto vituperato colesterolo risulta essere vitale perché costituisce la molecola base necessaria a sintetizzare il cortisolo endogeno, gli ormoni sessuali e i sali biliari, oltre a far parte anche lui delle membrane cellulari.
D'altra parte, tuttavia, i grassi apportano per ogni grammo una quantità di calorie superiore al doppio di zuccheri e proteine, e quindi un consumo eccessivo andrà ad incidere pesantemente sul valore calorico di una dieta. Non solo, l'assunzione eccessiva di grassi (in particolare quelli saturi) è stata messa in relazione, in modo ormai indiscutibile, con un maggior rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e tumorali e queste sono le ragioni per le quali la giusta misura deve essere ottenuta in un corretto equilibrio con gli altri nutrienti. La quantità di 70 g indicata come riferimento europeo rappresenta circa il 30% delle calorie totali, in linea con le raccomandazioni dei LARN (le linee guida nutrizionali italiane) che indicano una proporzione consigliata tra il 25-30%.

Grassi saturi

+

Gli acidi grassi saturi sono una tipologia di lipidi che non presenta doppi legami tra gli atomi di carbonio. Da un punto di vista salutistico, sono grassi da consumare in quantità limitata perché numerosi studi scientifici li hanno messi in relazione con il rischio di patologie cardiovascolari e tumorali.
Gli acidi grassi saturi, inoltre, a differenza di quelli insaturi non bloccano il colesterolo nel fegato esterificandolo e ne permettono l'uscita nel torrente ematico aumentando i valori circolanti di colesterolo "cattivo" LDL. Questa è la ragione per la quale è necessario fare attenzione al loro consumo e limitarlo a una quantitè inferiore al 10% dell'apporto calorico totale. Non ha senso eliminarli del tutto dalla alimentazione perché comunque mostrano qualche evidente beneficio. In particolare, gli acidi grassi saturi a catena corta e soprattutto il butirrato, sono di grande aiuto per il mantenimento dell'integrità della barriera intestinale e per assicurare la sua corretta permeabilità, sono il nutrimento privilegiato delle cellule dell'intestino e svolgono un ruolo protettivo nei confronti del tumore del colon. Per la maggior parte vengono sintetizzati nell'intestino a partire dalla fibra alimentare, ma in una discreta quantità possono provenire dall'assunzione di burro, formaggio e latte. Tra i grassi saturi da sottolineare l'importanza di quelli a catena media (caprilico, caprico e laurico) per la loro efficienza energetica. Vengono assorbiti e immessi in circolo molto rapidamente ed entrano nel muscolo senza necessità di utilizzare un intermediario come la carnitina, rappresentando un carburante di elezione durante l'attività sportiva. Attenzione però, perché questa stessa rapida capacità di essere metabolizzati dai mitocondri cellulari a fini energetici li rende molto chetogenici nel caso in cui l'alimentazione sia particolarmente povera in zuccheri. Sono presenti nel latte e derivati e in alcuni oli vegetali come quello di palma e cocco. Gli acidi grassi saturi a catena lunga sono i più sconsigliabili per la salute con l'eccezione dell'acido stearico che si trova nel lardo, burro, latte, formaggio e burro di cacao perché nel fegato viene rapidamente convertito in acido grasso monoinsaturo oleico, identico a quello presente nell'olio di oliva con gli stessi effetti benefici sul profilo ematico.

Zuccheri

+

Con il termine "zuccheri", utilizzato per identificare il nutriente di questa "batteria", si intende quella parte dei carboidrati considerati semplici, composti da mono e disaccaridi (glucosio, fruttosio, lattosio) presenti naturalmente in frutta, verdura, latte o quelli aggiunti in alcuni prodotti alimentari. La quantità espressa come massimo in questa etichetta, che si basa sul riferimento europeo, è di 90 grammi, corrispondente al 18% del totale delle calorie per una dieta quotidiana che ne apporti 2000 Kcal. Si tratta di un valore leggermente superiore a quello espresso dai LARN (le linee guida nutrizionali italiane) che consigliano di non superare il 15% del totale calorico giornaliero. Siccome la dieta mediterranea raccomanda un consumo frequente di frutta, verdura e latte la quantità residua di zuccheri semplici da consumare attraverso altri prodotti come bevande zuccherate, zucchero, dolci o miele deve essere ponderata anche se non certo esclusa. Gli zuccheri rappresentano un nutriente importante per l'organismo. I globuli rossi si nutrono esclusivamente di glucosio e così anche il cervello che soltanto in situazioni critiche può far ricorso ai corpi chetonici. L'ipoglicemia severa può comportare danni cerebrali gravi e la morte. Una quantità adeguata di glucosio circolante non solo è garanzia di nutrimento e di energia per tutte le cellule attraverso il processo della glicolisi ma consente anche il corretto utilizzo degli acidi grassi senza incorrere nel rischio della acidosi chetogenetica. La presenza costante degli zuccheri nella dieta, sia semplici che complessi, permette il risparmio delle proteine muscolari che altrimenti, in caso di carenza glucidica, attraverso il processo metabolico della neoglicogenesi, sacrificherebbero se stesse per generare quel glucosio necessario che non arriva con l'alimentazione. Anche nel caso degli zuccheri, come succede per i grassi, è la giusta misura quella che coincide con il concetto di corretta alimentazione e non la loro abolizione. Non va infine trascurato l'aspetto edonistico e gratificante che il gusto dolce, stimolato in particolare dagli zuccheri semplici, esercita sul nostro cervello trasferendo sensazione di benessere e che, inserito in un corretto contesto di dieta mediterranea, non può che giovare allo stato di salute complessivo. Pare naturale che la stimolazione del senso di benessere sia in grado di generare una sorta di "desiderio di consumo" che va controllato e ponderato per evitare l'abuso. L'eccessiva assunzione di zuccheri può contribuire ad aumentare il rischio di obesità non solo per l'aumento dell'apporto calorico ma anche per l'eccessiva stimolazione dell'insulina, ormone anabolizzante che favorisce il deposito del tessuto adiposo. La visualizzazione da parte del consumatore di quanto la porzione del prodotto alimentare che va a consumare può colmare la sua carica di batteria relativa agli zuccheri risulta un valido aiuto per educare a un consumo controllato.

Sale

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Già indicato a più riprese dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come uno dei fattori di rischio più importanti per malattie cardiovascolari, l'eccesso di sale è stato messo in relazione anche con il rischio di osteoporosi e di alcune forme di tumore, in particolare quello dello stomaco. Un recente studio (The Lancet 2019), che ha osservato le abitudini alimentari in 195 paesi per quasi vent'anni correlandoli con la comparsa delle malattie che più frequentemente sono causa di morte (cardiovascolari, metaboliche e tumorali), ha collocato la dieta ricca in sodio al primo posto tra i comportamenti più pericolosi. Da sottolineare che questo studio ha evidenziato come siano le abitudini alimentari del "senza" (senza cereali integrali, senza legumi, senza frutta secca ecc.) quelle più a rischio rispetto a quelle dell'"eccesso", ad eccezione appunto del sale. Numerose campagne volte a ridurre il consumo di sale non sono risultate eccessivamente efficaci, visto che in Italia il consumo medio pro-capite si assesta intorno ai 10g, ben lontano dalla raccomandazione europea (6g di sale, pari a 2,4g di sodio) e ancor più da quella dei LARN (le linee guida nutrizionali italiane, che raccomandano 3,75g pari a 1,5g di sodio). Il sodio è un minerale essenziale per il nostro corpo in quanto è il principale responsabile della pressione osmotica all'interno dei vasi sanguigni e in pratica senza questo minerale i liquidi non potrebbero circolare. Inoltre, permette la trasmissione degli impulsi nervosi e di molti segnali chimici cellulari. La sua presenza eccessiva nel corpo, però, determina un aumento della pressione sanguigna, esercita un'azione nociva sulle pareti arteriose e sul cuore che con il passare del tempo tendono a perdere elasticità, tende a favorire la ritenzione idrica e la formazione degli ademi. Il sodio è classicamente presente nel sale da cucina insieme al cloro sotto forma di cloruro di sodio, ma questa non è l'unica fonte alimentare in quanto lo troviamo in moltissimi prodotti, in particolare nel prosciutto crudo, nei formaggi stagionati, nelle patatine fritte, nei prodotti conservati sotto sale (acciughe, capperi, ecc.) e per tale motivo è cruciale che il consumatore sia al corrente della quantità che assume per non superare la quota massima giornaliera e a questo scopo l'immagine visiva della batteria risulta essere molto efficace.